Non sono più un ombrello!!!!!

Ieri avrei voluto scriverti e non l’ho fatto,pensavo che riflettendo un po’ avrei trovato parole migliori per spiegare tutto. Sai,avevo anche avuto la brillante idea di inserire frasi ad effetto,nel discorso,per farti stare male. Ma no,tranquillo,non le inserisco. Tanto tu non saresti mai stato male per quelle parole,che t’importa a te di me. L’hai dimostrato in ogni sfaccettatura il tuo disinteresse. Che poi queste frasi non le avrei e non l’ho inserite perché tanto non t’avrei recato neanche un briciolo del dolore che hai,dolcemente, inflitto a me. E poi non sono così,io. Io non voglio fare male. Mi conosci e sai fin troppo bene che,per non far del male agli altri,sono capace di procurare a me stessa pene e malinconia. Forse è proprio questo tuo conoscermi che ti ha permesso di farmi tutto questo. Hai anche avuto la presunzione di dire che con te non sono stata un libro aperto,uno di quelli che ti viene voglia di leggere solo per il modo in cui si lascia sfogliare. Ed è proprio qui che sbagli. Mi sono messa a nudo e tu sei stato troppo bravo ad invogliarmi. Sei arrivato in un momento di totale grigiore ed hai portato un po’ di luce. E lo sappiamo,e lo sai benissimo che anche la più piccola luce illumina immensamente un luogo completamente grigio. Soprattutto se questo luogo è il cuore. Soprattutto se questo luogo è l’anima. Luoghi predisposti a catturare anche la luce più delicata e fioca . Ed io mi sono rifugiata sotto questa lucentezza. Che danno! Ho creduto di aver trovato pace e serenità perché è questo che lasciavi trasparire. Io sapevo di averti lì per me ed ero troppo felice. Ti ho parlato come mai ho fatto prima con altri,reputandoti LA persona giusta con cui poterlo fare,tutto era naturale con te. Sono tornata a credere nell’amicizia,per te e con te. Di questa cosa ne sei subito venuto a conoscenza perché,da libro aperto,te l’ho fatta notare. Ma non voglio parlare solo di me e delle mie sensazioni perché il rapporto era vissuto da entrambi,ed entrambi siamo complici. T’ho fatto da ombrello, sono stata lì quando ne avevi bisogno. quando c’era quella pioggia forte e disarmante che ti disturbava e t’opprimeva. ma sono stata lì anche quando il sole brillava su di te e nelle tue giornate. Sono stata lì,nascosta,ad aspettare di essere di nuovo utilizzata. Brutta parola ‘utilizzare’. Cioè, mi servi e devi stare qui con me però adesso hai risolto i miei problemi,mi hai curato e quindi ciao. Ecco,sì,sono stata il tuo mezzo per raggiungere la felicità ed ora che l’hai ottenuta non vuoi giorne con me. Mi hai messo in disparte. In tutta questa situazione non ho mai pensato di volerti male,anzi. E sono stata lì ad aspettare. Ma ora no,scusami. Non sono più il tuo ombrello. Non sono più un ombrello!!!

strana felicità

forse la vita non è poi tanto triste come pensavo, se sai viverla. perché alcune volte basta la certezza e la presenza di persone che la rendano un po’ meno cupa.  e non serve averle davanti gli occhi ogni giorno ma devi saperne assaporare anche gli attimi di assenza fisica che ti concedono,perchè non è semplice restare legati con un filo (sostanzialmente)rosso e immaginario. in quei momenti ti rendi conto della loro importanza e inizi a credere anche al paradiso. che,se davvero esisstesse, rappresenterebbe i momenti che passiamo assieme. sento un bene profondo che mi eleva dalle mie ansie e paure. scrivo con la speranza che questo filo possa tenerci uniti sempre,indipendentemente dal futuro

farsi male ma risorgere. fenice!

Credo poco ma fino in fondo. Non ho mai limitato la speranza ma sempre me stessa. Autocontrollo e autoprotezione non hanno mai abbandonato la mia esistenza. Cercare di razionalizzare i sentimenti mi riusciva abbastanza bene. Peccato poi che qualche rimasuglio di speranza,maledetta stronza,interferisse con la mia volontà. E allora ecco che cuore e mente si affrontavano pesantemente a colpi di pistola,prendevano il controllo di me ed io,piccola sognatrice che non sono altro,mi lasciavo uccidere. Si,sì. Cuore e mente si affrontavano ma nessuno dei partecipanti al conflitto moriva. L’unica a morire ero io e con me la mia anima debole. Ho tenuto dentro me questa guerra lacerante per troppo tempo. Poi mi son resa conto che non esiste schema,logica,ragione per i sentimenti. Il sentimento vive per sé. Pura soggettività. La mia rabbia era diversa da molte altre e non poteva rispondere ad un canone di perfezione. Non esisteva una rabbia più vera delle altre. Concetto che mi ha spiazzato particolarmente e,ancora di più,ero sognatrice. Come a dire “allora se non esiste un canone che defisce l’amore,qualcunque gesto può essere amore. Se non esiste un canone,allora,chi mi vieta di credere che uno sguardo non possa essere amore? Ci sono,dunque,diversi modi di amare. Allora ogni uomo lo dimostra a modo suo”. Ah! Questo è diventato per me l’abisso. Da questa convinzione ho iniziato a credere in tutto e fino in fondo. Ho proseguito con il non razionalizzare più alcun sentimento. Ho iniziato a vedere un po’ d’amore in più. Fin qui normale. Poi mi sono scottata. Ma che dico! Bruciata completamente. Ho visto amore in luoghi e persone in cui questo sentimento era totalmente assente. E allora ecco i miei blocchi. Le mie paranoie. I miei ‘non valgo nulla’. Le smorfie di dolore. I buchi neri nel cuore.  Però sono forte. Credo. Così riprendo in mano la mia vita. Così inizio a ritrovare l’autoprotezione. E,come una fenice,risorgo dalle mie ceneri. Il dolore c’è ma lo sotterro con dignità e orgoglio. Non avrà mai nessuno la soddisfazione di vedermi soffrire,questa è la mia salvezza.

#schifo

la mia idea di ‘schifo’ è molto varia. traballa . parte dal piccolo bambino utilizzato per chiedere elemosina davanti al supermercato e arriva alla povertà stessa, inflitta da questa società dagli occhi chiusi ma dall’avidità ben in vista. ho lo schifo facile. parte dalle amicizie false incontrate nella vita e termina con il concetto di falsità stesso e i suoi derivati. lo schifo e lo sdegno lo rivolgo alla sensazione che si prova quando tentano di farti sentire incapace,poco interessante e mai all’altezza. che poi ci riescono pure. e odio,e schifo,e maledico quelle idee di bellezza e perfezione che popolano la nostra quotidianità, accompagnate da foto in cui neppure il soggetto può riconoscersi. meno photoshop,baby,grazie.
nonostante questo lo schifo che più avvelena la mia mente riguarda l’amore. no,no aspetta.. non l’amore in sé che,a parer mio,é l’invenzione più bella ma l’idea al quale vogliamo conformarlo. ogni amore è diverso,perché cercare di inserirlo stretto stretto nei contorni di una qualche forma geometrica? chi stabilisce questi contorni? l’amore è pieno di sfumature. lo schifo è creato da chi impone questi limiti e da chi li asseconda. lo schifo è cerca l’anima gemella! ma di quale ricerca parliamo? io voglio la spontaneità. incontro di anime non programmato. voglio chi mi sconvolge la vita e non un anima buia che cerca disperatamente l’amore per avere un po’ di luce nella sua. la luce la riconosci tra mille punti neri,non puoi stare lì a scovarla,lei verrà da te. insomma,la conclusione? l’amore diventa schifo quando lo si cerca. quando lo si vuole trovare a tutti i costi per solitudine. l’amore si fa trovare!